Il carciofo? Buono e “bravo”: benefici e valori nutrizionali

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Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero,
ispida edificò una piccola cupola,
si mantenne all’asciutto sotto le sue squame.
(Pablo Neruda)

Il carciofo, dal nome latino Cynara scolymus var. scolymus derivato dall’arabo “kerschouff, è una pianta perenne della famiglia delle Asteracee con origini mediterranee, prodotto principalmente in Italia e Spagna.

Il carciofo cresce bene in terreni soffici, profondi e non umidi, con clima mite e in base alla specie la coltura può rinnovarsi fino a 5 anni.

Può arrivare a crescere fino ai due metri d’altezza e la parte commestibile è quella a forma di gemma, dotata di struttura definita a capolino, dalle foglie triangolari. Oltre che alimento gustoso e versatile presente nella nostra tradizione culinaria da tempo, il carciofo è conosciuto sin dall’antichità come pianta officinale, in grado cioè di apportare veri e propri benefici  all’organismo.

L’uso fitoterapico del carciofo

Occorre fare una precisazione importante: nell’uso fitoterapico si utilizzano soprattutto le foglie della pianta, mentre nell’uso alimentare il frutto.

Gli effetti benefici del carciofo sono molteplici anche se i più “popolari” riguardano il suo uso come protettore delle funzioni epatiche e nella cura dei sintomi associati ai disturbi digestivi.

Oltre alla fitoterapia (dal greco phytón -pianta e therapéia -cura), si fa uso della pianta di carciofo anche in farmacologia, utilizzando le foglie, che contengono inulina ed enzimi come inulasi, ossidasi e invertasi, oltre ad un principio attivo come la cinerina che vanta azione diuretica favorendo la bilingenesi(1).

Annoverata tra le erbe officinali (organismi vegetali usati nelle officine farmaceutiche o erboristiche per la produzione di specialità medicinali – Wikipedia) sin dall’antichità, il carciofo è ricco di fibre, necessarie per regolare l’assimilazione di alcuni nutrimenti ed offre un buon apporto di vitamina B9,  utile per la produzione e il rinnovamento delle cellule.

Valori nutrizionali: il carciofo per la vitalità dei ceppi probiotici

I ceppi probiotici sono “micro-organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite” (definizione FAO e OMS).

Alcuni alimenti come il carciofo sono in grado di migliorare la sopravvivenza dei ceppi probiotici e in particolare le specie appartenenti al Lactobacillus paracasei e L. plantarum, come approfondito nel testo di ricerca “Probiotici II Proprietà e applicazione negli alimenti Lavermicocca P. Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari Consiglio Nazionale delle Ricerche”(2)  .

Nello studio si sottolinea soprattutto che:
“Il contenuto di sostanze prebiotiche presenti per esempio nel carciofo rappresentano una riserva disponibile per la crescita dei microrganismi nel processo di produzione, ma sono anche una importante fonte di nutrimento per i microrganismi quando raggiungono l’intestino.”

I carciofi (assieme anche alle olive) quando opportunamente trasformati possono fare da vettore ai ceppi probiotici rilasciandone elevate popolazioni del ceppo a livello intestinale, anche fino ad 1 miliardo di cellule microbiche vive, in modo da consentire un’azione protettiva per il tratto gastro-intestinale. Ma non solo. Anche la ricchezza di fibre alimentari, antiossidanti e vitamine del carciofo agirebbe da sostanze probiotiche determinando condizioni favorevoli alla crescita della microflora lattica(2).

Nutrienti del carciofo: fibre e inulina per arginare i disturbi intestinali

ll CREA Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione stabilisce la quantità di nutrienti per 100 grammi di carciofi, che vedono l’alimento costituito principalmente da acqua (90,5 gr), proteine 2.7 gr, lipidi 0.2 gr, fibra totale 5.0 (di cui 3.04 solubile e 1.93 insolubile), vitamina C (10mg). L’apporto calorico risulta contenuto con 32 kcal e 134 Kj(3).

Il tipico sapore amarognolo del carciofo è associato al trattamento dei sintomi inerenti i disturbi digestivi ed epatici, relativi alla stimolazione pancreatica, delle secrezioni biliari e protettivo della funzionalità del fegato.

L’aiuto nei confronti dell’apparato digerente si concretizza, inoltre, con l’uso del carciofo come coadiuvante nelle malattie epatiche croniche e per arginare gli effetti collaterali derivati dal gonfiore e pesantezza di stomaco, inappetenza, sonnolenza, meteorismo, mal di testa ed alitosi.

Alcuni studi hanno dimostrato che il carciofo sotto forma di estratto standardizzato delle foglie può contribuire a ridurre i sintomi della dispepsia migliorando la qualità della vita delle persone che soffrono di questo disturbo(4).

Un aiuto significativo, ppi, è stato registrato in persone con sindrome del colon irritabile, ipotizzando il ruolo attivo dell’inulina, una molecola naturale contenuta nell’estratto di carciofo, un polisaccaride in grado di ridurre i dolori addominali oltre a crampi, flatulenza e costipazione. In pazienti con colesterolo alto è stato invece riscontrato un beneficio derivante dall’uso dell’estratto purificato.

Il carciofo in cucina: un ortaggio apprezzato nei secoli

Dal punto di vista culinario, il carciofo è da secoli protagonista delle nostre tavole, come dimostrano alcune ricette tradizionali, come ad esempio quelle tramandate da Caterina de’ Medici, amante di questo ortaggio dal cuore verde. Si racconta che quando Caterina si sposò con Enrico II portò con sé carciofi e cuochi in Francia, luogo in cui gli ortaggi, cucinati a dovere, divennero una pietanza molto ambita. Le ricette dell’epoca vertevano soprattutto sulle versioni al gratin, bollite, fritte e in minestre oppure servite assieme alla selvaggina, al pesce e alle frittate(5).

Fritti, in umido o alla romana…anche oggi le ricette per preparare i carciofi sono tante, una più gustosa dell’altra e consentono di arrotondare in maniera sorprendente qualsiasi pranzo o cena che si rispetti, onorando la tradizione gastronomica italiana nel migliore dei modi.

Riferimenti

(1) http://www.treccani.it/

(2) http://www.fosan.it/system/files/Anno37_3_4.pdf
Probiotici II Proprietà e applicazione negli alimenti Lavermicocca P. Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari Consiglio Nazionale delle Ricerche.

(3) https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/005130

(4) www.rodiola.info/carciofo_proprieta.php

(5) https://espresso.repubblica.it/

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