EcoBag FRoSTA: meno emissioni e più sostenibilità

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La sostenibilità gioca un ruolo centrale nella progettazione dei prodotti FRoSTA, come dimostra la pubblicazione del PCF – Product Carbon Footprint su tutti i prodotti e sul loro imballaggio e l’adozione progressiva dei nuovi imballaggi con una minor quantità di plastica.

Ed è proprio il calcolo del PCF, ovvero della quantità di emissioni di gas serra generata dal processo di produzione dei nuovi imballaggi “Ecobag” riciclabili nella carta, rispetto alle tradizionali buste in plastica, oggetto di un Report FRoSTA[I], basato sulla valutazione delle differenze di impatto ambientale tra le due tipologie di confezionamento.

Nello studio, dal titolo “Climate Assessment of a flexible Paper Packaging for Frozen Food in contrast to a Plastic Bag” emergono le differenze in termini di sostenibilità ambientale mediante valutazione dell’impatto climatico tra l’imballaggio in carta flessibile utilizzato per gli alimenti surgelati FRoSTA e il comune sacchetto di plastica.

Per “valutazione climatica” s’intende anche la gestione del ciclo vita dell’imballaggio ovvero il Life Cycle Assessment o Life Cycle Analysis (LCA)[II], che quantifica il carico ambientale di un prodotto, derivato dal suo ciclo di vita; per fare questo si calcolano tutti i consumi di materie prime, acqua e fonti energetiche, detti “input” e di tutte le emissioni gassose, liquide e solide, di rifiuti e di altri rilasci, detti “output”. In particolare l’LCA valuta anche i “risparmi ambientali” dovuti alla produzione evitata di materiali ed energia grazie al riuso, al riciclo o alla termovalorizzazione del prodotto considerato.

I risultati ottenuti dalle osservazioni effettuate nello studio sono incoraggianti e hanno spinto l’Azienda alla progressiva sostituzione di tutti gli imballaggi in PET / PE[III] con un sistema di confezionamento grazie al quale si può ottenere un minore impatto ambientale.

Perché il report?

Gli aspetti presi in considerazione dall’azienda per la realizzazione del report sono stati principalmente tre:

  1. l’esigenza di conservazione delle risorse attraverso un riciclo più responsabile e con emissioni ridotte di CO2;
  2. l’aspetto sociale dovuto al fatto che l’esclusione della plastica ottenuta da materie prime rinnovabili non è ancora sufficientemente diffusa; [IV]
  3. l’emergenza ambientale, in cui la plastica è la componente principale degli imballaggi.

L’urgenza di studiare il fenomeno sostituendo progressivamente tutti gli imballaggi in PET / PE con quelli in carta kraft[V] certificati FSC[VI], nasce dalle preoccupazioni per lo stato dell’ambiente, dovute in gran parte all’inquinamento prodotto dalla plastica.

8 milioni di tonnellate di plastica ogni anno negli oceani

La plastica ha invaso il pianeta, letteralmente: tutti abbiamo visto almeno una volta, in TV, sui social o su qualche quotidiano o rivista, i danni alla flora e alla fauna marina causati dalla plastica.

Infatti, sono 6,3 miliardi di tonnellate i volumi di plastica introdotti sul mercato solo nel 2015 e le proiezioni parlano di 34 miliardi di tonnellate entro il 2050[VII].

Inoltre, ogni anno sono rilasciati negli oceani 8 milioni di plastica, con periodi di degrado che durano centinaia di anni. Nonostante questo, la plastica continua ad essere prodotta e gli scienziati hanno cominciato a mostrarci gli effetti negativi delle microplastiche sugli esseri viventi, a cominciare da organismi come cozze e vermi, con sintomi infiammatori e deficienze di riproduzione.[VIII]

La preoccupazione e l’esigenza di adottare un sistema alternativo alla plastica nasce proprio dall’esponenziale aumento di quest’ultima e dalle sue potenziali conseguenze negative sull’ambiente.

Le microplastiche: quasi impossibili da recuperare

In un articolo del National Geografic del 31 gennaio 2020 si fa un bilancio dello stato attuale relativo all’inquinamento da plastica e alle possibili soluzioni. Le plastiche spesso contengono additivi che allungano la vita degli oggetti e per questo motivo le stime del WWF parlano di 400 anni prima che queste plastiche possano degradarsi.

Emerge in maniera chiara come il problema fondamentale sia rappresentato dalle microplastiche derivate da questo tipo di inquinamento, le quali si degradano in pezzi sempre più piccoli fino ad arrivare nei sistemi idrici cittadini e a fluttuare nell’aria.

La difficoltà maggiore resta quella di recuperare le microplastiche una volta entrate negli oceani; neanche un sistema meccanico come l’intercettatore di immondizia “Mr. Trash Wheel” (situato nel porto di Baltimora nel Maryland), avvezzo alla raccolta di piccoli oggetti in plastica come bicchieri o contenitori di vivande riesce a raccogliere le microplastiche.

Dal momento che la tendenza della plastica che galleggia negli oceani è quella di spiaggiarsi sulle coste e di arrivare alla terraferma, un obiettivo condiviso potrebbe essere quello di non farla arrivare nei mari, come sostenuto proprio dalla National Geographic Society e da diversi esponenti della comunità scientifica.[IX]

Anche il sistema di riciclo è coinvolto nella soluzione al problema dell’inquinamento da plastica; la soluzione potrebbe essere quella di migliorarne la gestione, ad esempio progettando un sistema che prenda in considerazione la possibilità di produrre meno imballaggi in plastica monouso, data la loro breve vita.

Il Report FRoSTA sugli imballaggi in Carta Kraft FSC: cosa cambia in termini di sostenibilità rispetto alle confezioni in PET/PE?

La valutazione delle differenze tra “EcoBag” e le confezioni in plastica è stata effettuata tenendo in considerazione l’impatto ambientale del gas serra tramite il PCF, calcolo dell’impronta in carbonio, col risultato di un impatto ambientale inferiore.

Tasso di riciclo della plastica e della carta

Nel Report FRoSTA è analizzato il tasso di riciclo reale della plastica che risulta essere al 16,7% circa in Italia e inferiore al 10% nel resto del pianeta[X]. Nel sistema, la plastica come materiale di imballaggio occupa una posizione particolarmente negativa, visto l’inquinamento rilasciato negli oceani ogni anno.

Da cosa sono costituiti i nuovi imballaggi FRoSTA

L’imballaggio primario dell’EcoBag FRoSTA è costituito essenzialmente da una carta in fibra vergine certificata FSC. La carta utilizzata non contiene additivi di riempimento o rivestimento ed è costituita praticamente solo da cellulosa. Non è usato alcuno sbiancamento chimico e le singole confezioni sono a base di carta con un sottile strato interno di PE utilizzato come barriera al prodotto. I singoli sacchetti in carta sono poi rivestiti da un cartone esterno di carta riciclata.

Perché FRoSTA ha introdotto gli imballaggi non patinati e non sbiancati?

La motivazione principale è la sostenibilità, al centro della progettazione dei prodotti FRoSTA. L’azienda ha sposato dal 2008 i valori dello sviluppo sostenibile in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, dedicando grande attenzione alla realizzazione di imballaggi più sostenibili per gli alimenti commercializzati.

Metodologia e struttura del report di valutazione ambientale FRoSTA

Il report FRoSTA basato sul calcolo del prodotto PCF è stato effettuato sotto la guida delle organizzazioni di gestione del progetto come WWF, Eco-Institute, Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK) e THEMA1; per la valutazione dei vari parametri e dell’impatto ambientale sono stati essenziali le norme ISO 14040 e 14044, la sub-norma britannica PAS 2050 e il Memorandum Product Carbon Footprint, nonché le linee guida del settore per la preparazione delle valutazioni climatiche per i prodotti congelati e la ISO 14067.

Il recente studio parte dall’analisi del tasso di riciclo della plastica in Italia, che è solo al 43,5% [i] circa ed è inferiore al 10% nel mondo.[XII]

Altro dato negativo per l’impatto del prodotto sull’ambiente è che il riciclo dei rifiuti avviene con il 40% inviato agli inceneritori e il 16,5% in discarica. Il riciclo comprende la raccolta dei rifiuti, il trasporto e lo smaltimento fino alla produzione di un nuovo materiale preparato per la stampa (carta o lamine).

Per capire concretamente quale impatto avessero le EcoBag di nuova generazione FRoSTA, lo studio le ha messe a confronto con le tradizionali buste di plastica usate per il confezionamento della maggior parte dei prodotti alimentari.

Emerge una differenza importante: mentre il tasso di riciclo degli imballaggi in PP/PET è del 43,5% quello del sacco EcoBag è dell’85% con un riutilizzo fino a 25 volte superiore rispetto alla plastica e tasso di incenerimento minimo in percentuale[XIII].

La valutazione copre la produzione di materiale di imballaggio della gestione forestale attraverso la produzione di pasta di legno e carta, nonché il trasporto, la stampa e il riciclo.

I risultati della valutazione climatica FRoSTA sui nuovi imballaggi EcoBag

I risultati dei singoli livelli di emissione di CO2 degli imballaggi esaminati, con il totale di PCF medio del rispettivo sacco stampato e tenendo conto del riciclo e dell’incenerimento dei residui non riciclati sono i seguenti:

  • Sacco EcoBag Paper: 18,4 g CO2e / sacco
  • Laminato PP / PET: 23,1 g CO2e / sacco

PCF del sacchetto di carta EcoBag

PCF di busta di plastica PP / PET stampata

Cosa vuol dimostrare lo studio

Lo studio FRoSTA, dimostra come l’introduzione nel 2019 di imballaggi in carta kraft abbia ridotto l’ impatto ambientale rispetto a quelli in plastica PET / PE. Nello specifico, gli imballaggi in carta kraft Certificati FSC tra la fine del 2019 e il 2020 potrebbero arrivare ad impattare circa il 20% in meno rispetto al sacchetto di plastica PE / PET utilizzato in precedenza provocando emissioni di CO2e di 16,6 g / FE.

Un risultato incoraggiante, ed un ulteriore passo verso una produzione più responsabile nei confronti dell’ambiente. Il confezionamento EcoBag rappresenta solo un passaggio intermedio per FRoSTA. I packaging che non utilizzano PE sono già in fase di sperimentazione su larga scala e saranno concepiti per ridurre ulteriormente le emissioni climatiche.

Riferimenti:

  • Climate Assessment of a flexible Paper Packaging for Frozen Food in contrast to a Plastic Bag di Urban Buschmann, Head of Sustainability and Process Development FRoSTA
  • it
  • nationalgeographic.it

Glossario:

PET / PE: Polyethylene / Polyethylene terephthalate

Carta Kraft: Carta resistente fatta con cellulosa dotata di fibre con ottime proprietà meccaniche e non perfettamente bianche, ottenuta col processo al solfato entro i prossimi anni nasce dalle preoccupazioni per lo stato dell’ambiente, dovute anche all’inquinamento prodotto dalla plastica.

Certificazione FSC: Certificazione internazionale, indipendente e di parte terza, specifica per il settore forestale e i prodotti – legnosi e non legnosi – derivati dalle foreste.


[I] Climate Assessment of a flexible Paper Packaging for Frozen Food in contrast to a Plastic Bag di Urban Buschmann, Head of Sustainability and Process Development FRoSTA[II] Il termine LCA, con cui in principio si intendeva indistintamente Life Cycle Assessment o Life Cycle Analysis, fu coniato durante il congresso della Society of Enviromental Toxicology and Chemistry (SETAC) di Smuggler Notch (Vermont-USA) nel 1990 per caratterizzare più dettagliatamente le analisi svolte fino ad allora con il nome di REPA (Resource and Enviromental Profile Analysis). La definizione che venne stabilita è la seguente: “è un procedimento oggettivo di valutazione di carichi energetici ed ambientali relativi ad un processo o attività, effettuato attraverso l’identificazione dell’energia e dei materiali usati e dei rifiuti rilasciati nell’ambiente. La valutazione include l’intero ciclo di vita del processo o attività, comprendendo l’estrazione e il trattamento delle materie prime, la fabbricazione, il trasporto, la distribuzione, l’uso, il riuso, il riciclo e lo smaltimento finale.” L’obiettivo da perseguire, nella prospettiva di un possibile miglioramento, è rappresentato dalla valutazione degli impatti ambientali imputabili allo stato in essere del processo o dell’attività studiata.

La quantificazione dei carichi ambientali del ciclo di vita di un prodotto o servizio avviene attraverso la contabilizzazione di tutti i consumi di materie prime, acqua e fonti energetiche, detti “input” e di tutte le emissioni gassose, liquide e solide, di rifiuti e di altri rilasci, detti “output”. In particolare l’LCA valuta anche i “risparmi ambientali” dovuti alla produzione evitata di materiali ed energia grazie al riuso, al riciclo o alla termovalorizzazione del prodotto considerato.

[III] Polyethylene / Polyethylene terephthalate

[IV] Le materie plastiche prese in considerazione per tale studio sono prodotte da combustibili fossili. Sebbene le materie plastiche prodotte a partire da fonti rinnovabili siano in sviluppo, la loro diffusione nel mercato non è sufficientemente ampia da influenzare significativamente i risultati o le conclusioni generali.

Nello studio di FRoSTA, si dice anche “-By avoiding competition with food production (social aspect),[…]” quindi la motivazione della scelta fatta coinvolge un aspetto sociale e non solo la diffusione.

[V] Materiale caratterizzato da una resistenza e tenacità notevoli (in tedesco “kraft” significa forza), che gli sono attribuiti partendo dalla cellulosa alla soda o al solfato a fibra lunga. Si tratta di uno dei prodotti cartari a più largo impiego del settore del confezionamento e dell’imballaggio. Si presenta di colore avana, ma può essere imbianchito per renderlo più pregiato. La carta kraft viene utilizzata per la produzione di sacchi multistrati, perchè molto resistente alla trazione e allo strappo, e per l’imballaggio di quei materiali che devono essere protetti dall’umidità. Il cartone kraft, chiamato anche“kraftliner”, viene utilizzato come copertina per racchiudere l’onda nella produzione di cartone ondulato. In Italia è stato messo a punto un cartone kraftliner succedaneo, detto nazionale, che utilizza come materia prima refili di kraft o carta da macero di elevata qualità. Vi è poi il “testliner”, cartone costituito da uno strato superiore di cellulosa o di fibre recuperate di pregio e da uno strato sottostante, molto consistente, costituito da carte da macero di tipo corrente (giornali, scatole di cartone, ecc.). Le prestazioni di questo tipo di carta, utilizzata come copertina nella produzione di cartone ondulato,sono molto inferiori rispetto al kraftliner. (https://www.comieco.org/glossario/)

[VI] Certificazione internazionale, indipendente e di parte terza, specifica per il settore forestale e i prodotti – legnosi e non legnosi – derivati dalle foreste.

[VII] Bioekonomie 2017

[VIII] Oeko Test 2019

[IX] https://www.nationalgeographic.it/ambiente/2020/01/tutto-quello-che-ce-da-sapere-sullinquinamento-da-plastica

[X] Zeit Online 2019

[XI] Zerbi Di D. 2019

[XII] Zeit Online 2019

[XIII] Neue Verpackung 2019

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